mercoledì 13 novembre 2013

Con la testa nella classifica

Ciao, mi chiamo Greg e sono il padre di un bambino che gioca a calcio. Ci sono situazioni che non si riescono a comprendere e a superare, neanche con tutte le terapie del mondo ma io voglio continuare a provarci. La cura è fondamentale. Il campionato è avviato e lentamente sta salendo la tensione, ovviamente soltanto tra i genitori. I ragazzini invece se ne fregano della competizione e del posto che occupa la squadra in classifica. A loro interessa soltanto giocare bene, prendere a calci quella maledetta sfera. E probabilmente grazie a questo approccio corretto stanno macinando vittorie, una dopo l’altra. È vero che ogni tanto anche qualcuno dei baby calciatori chiede di conoscere l’andamento della squadra ma così per avere un’idea. I genitori invece sono al settimo cielo perché la Soccer Kids per ora è in testa alla classifica, inseguita a tre punti da distanza da altre due squadre molto competitive. Annotano tutto, raccolgono risultati e dati e qualcuno più schizzato arriva perfino a elaborare delle statistiche generali e individuali. Seguono il campionato dei loro Pulcini con la stessa passione ed esasperazione, con cui sono abituati a seguire quello di Serie A o di B. È un atteggiamento troppo serio e fuori luogo ma è quello che può accadere anche nel mondo del calcio giovanile! (continua)

domenica 10 novembre 2013

Adesso basta!

Il tifoso mezzo uomo, mezzo scimmione, non si era ancora calmato. Non trovandomi più a tiro ha puntato l’arbitro, colpevole a suo avviso di avere penalizzato la squadra del figlio. Non gli è bastato avere quasi provocato una rissa. Ha di nuovo perso la testa. Al giudice di gara ha detto l’impossibile, perfino parole (molto probabilmente offese) in una lingua a me sconosciuta. Poi si è attaccato alla rete iniziando a scuoterla con forza e a urlare. Un animale, una bestia furiosa. La partita è stata sospesa per un quarto d’ora dall'arbitro che ha chiesto espressamente di allontanare l’esagitato dal campo, se necessario anche con l’intervento delle forze dell’ordine. Altrimenti avrebbe assegnato la partita a tavolino alla squadra della Soccer Kids. Diversi genitori e dirigenti della società si sono offerti volontari per convincere bonariamente lo scimmione ad andare via. Non è servito a nulla. I ragazzini hanno seguito tutta la grottesca situazione restando immobili in mezzo al campo, vicino ai loro allenatori. Poi uno di loro si è staccato dai compagni per raggiungere la rete. Con gli occhi lucidi e balbettando si è rivolto allo scimmione e gli ha detto: “Adesso basta! Ti prego papà! Ti prego, lasciaci giocare in pace. Stiamo già perdendo se fai così potrà andare solo peggio”. Quell'essere minaccioso ha scosso la testa e senza emettere più un suono si è diretto barcollando a destra e a manca verso l’uscita dello stadio. Le squadre hanno così potuto riprendere il gioco e terminare la partita. Un’altra brutta giornata di cattivo calcio giovanile ma sempre e solo per colpa degli adulti. Una giornata da cancellare. Non ho più voglia di parlare, vi racconterò altre storie alla prossima seduta.

giovedì 7 novembre 2013

Lancio della sedia

Quella maledetta domenica non ho saputo resistere. Una sorta di figura mitologica ha iniziato a insultarmi con frasi molto volgari ed io non sono rimasto indifferente. Gli ho risposto per le rime alzando progressivamente il tono della voce e gesticolando. Il tipo, sempre più frustato perché nel frattempo la sua squadra aveva preso un altro goal, ha afferrato una sedia di plastica lanciandomela contro. Non mi ha colpito ma la situazione è precipitata. Io ho iniziato a chiamarlo animale, cavernicolo e poi cerebroleso. Un fiume in piena. Lui rosso come un pomodoro stava per saltarmi addosso quando è stato placcato e messo violentemente a terra come nel rugby da un gruppo di genitori che hanno cercato di calmarlo. Secondo me sarebbe stato necessario anche sedarlo con qualche potente sostanza chimica. Una scena vergognosa. A quel punto mi sono reso conto di tutta la tristezza della situazione e con la testa bassa sono andato via verso il bar, ad aspettare che finisse la partita. (continua)

lunedì 4 novembre 2013

Tre passi indietro

Certi tifosi ricordano il film "Il Pianeta delle Scimmie"
Ciao, mi chiamo Greg e sono il padre di un bambino che gioca a calcio. Voglio iniziare questa seduta confessandovi con dispiacere che ho fatto qualche passo indietro nel tunnel. Nei giorni scorsi ho perso la pazienza durante una partita ed ho litigato con un altro genitore. Il bello è che non stava neanche giocando la squadra di mio figlio. Lui era nello spogliatoio a cambiarsi e poco dopo sarebbe sceso in campo con i suoi compagni. Per ingannare il tempo ho quindi deciso di avvicinarmi alla rete e seguire i movimenti di Andrea, un ragazzo più grande e promettente che conosciamo perché abita nel nostro quartiere e anche lui gioca nella società Soccer Kids. Troppo bravo. Ha segnato in rapida successione tre goal, esaltando i tifosi (me compreso) ma facendo infuriare i genitori della squadra avversaria, in particolare uno così brutto da ricordare uno dei personaggi del film “Il pianete delle scimmie”. Questo essere, mezzo uomo, mezzo orangotango, ha iniziato a bestemmiare contro l’arbitro, poi si è voltato verso di me in maniera minacciosa ed io ho capito troppo tardi di essermi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. (continua)

venerdì 1 novembre 2013

L’uomo che filmava tutto

Alla fine dell’ultima partita del torneo del week end, i nostri bambini sono stati premiati e poi sono andati di corsa negli spogliatoi. Ne ho approfittato per dirigermi al bar e prendere un caffè, ma sono stato bloccato da un papà palestrato, con il corpo pieno di tatuaggi coloratissimi e piercing. Un soggetto davvero inquietante, credetemi. Mi ha guardato fisso negli occhi e poi: “Bravi! I vostri ragazzi giocano molto bene, sembrano di un altro pianeta. Un altro livello, cazzo! Li riprendente vero?”. Gli ho risposto: “In che senso li riprendiamo?”. E lui: “Io riprendo sempre mio figlio. Faccio dei video durante gli allenamenti e le partite. Poi con calma gli faccio rivedere tutto, così insieme commentiamo le cose giuste e le cose sbagliate da correggere. Questa cosa però la faccio solo io, così non funziona. Dovrebbero essere fatta per tutti in modo da correggere e fare girare bene la squadra come la vostra. Il problema è che gli altri genitori non mi danno retta. Dicono che così si perde troppo tempo e che comunque non è il caso”. L’ho guardato con un sguardo incredulo per poi rassicurarlo: “No! Non filmiamo niente. Non c’è bisogno. È tutto frutto di un buon piano di allenamenti e delle doti dei singoli ragazzini”. Lui c’è rimasto un po’ male e prima di andare via ha borbottato: “Non è possibile! Non fanno errori. Non ci credo che non fate i filmini”. Adesso sono stanco. Vi racconterò altre storie alla prossima seduta