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martedì 6 ottobre 2015

A MasterChef Italia nel post partita

Le mamme che preparano i manicaretti sono capaci in una frazione di secondo di montare un campo base, dove fare degustare le pietanze a pargoli e papà. Non ha importanza se si tratta dello spogliatoio, della sala riunioni della Soccer Kids o di una striscia di terra a ridosso del rettangolo verde. Sono bravissime. 
Prima iniziano con i biscottini e il thermos pieno di the, poi passano alla torta e dolcini vari, poi nel corso dell’anno aggiungono pizze e nei casi estremi un pasticcio di pasta al forno. Anche perché qualche mamma giura di aver sentito su Sky che i giocatori della serie A dopo le partite vengono nutriti con piattoni di pasta fumante. 
A volte le mamme si organizzano anche in squadre e competono come i concorrenti di MasterChef Italia, quelle che si specializzano sulle torte e quelle sulle pizze o altro. 
La sensazione nel corso dei mesi della stagione calcistica è che nessuno uscirà affamato dal campo. Anche in questo caso seguire un figlio a calcio permette di testare certe abitudini italiane. Ai pargoli in scarpette, dopo un allenamento o una partita, basterebbe veramente poco per fare recuperare energie, come un succo di frutta o una merenda possibilmente non industriale. Ma le mamme sono le mamme e devono poter dare sfogo a tutta la loro frenesia culinaria. (continua)

lunedì 28 settembre 2015

Houston, abbiamo un problema

Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Cari amici di terapia ci sono dei meccanismi mentali che non bisogna assolutamente innescare.
Durante la stagione bisogna restare vigili altrimenti è un problema. Mai assecondare e complimentarsi con le mamme che improvvisamente decidono di preparare dei manicaretti per i ragazzi della squadra.
I pretesti possono essere tanti, inizialmente anche validi, come un compleanno, la cresima o qualsiasi festività segnata in rosso nel calendario. Può capitare che alla fine della partita qualche organismo pluricellulare di sesso femminile si presenti con teglie di pizza, bevande, croccanti patatine, dolci fatti in casa e altre allettanti pietanze. Le quantità possono essere tali da sfamare tutto il pubblico di San Siro in occasione del derby Milan - Inter, figuriamoci i ragazzi della squadra con rispettivi genitori.
La situazione si complica se queste mamme volenterose ricevono i complimenti perché in automatico scatta un’assurda competizione in puro stile MasterChef Italia. Non riesce a fermarli più nessuno ed è il proprio il caso di urlare: “Houston, abbiamo un problema” come gli astronauti dell’Apollo 13. (continua)

lunedì 14 settembre 2015

La creatura perfetta

Se al rientro delle ferie, che oramai sono un lontano ricordo, i commenti dei papà riguardano le presunte eccezionali doti fisiche e calcistiche dei propri pargoli, la musica cambia passando in rassegna le mamme. Cari amici di terapia mi ha colpito in particolare una che ha iniziato a raccontare, senza che nessuno glielo avesse chiesto, le grandi imprese del figlio durante l’estate. Ha parlato per circa 15 minuti senza interruzioni descrivendo il figlio come una sorta di superman: un ragazzo che ogni giorno di vacanza si è allenato duramente con la palla, si è divertito mostrandosi un abilissimo nuotatore (roba da fare impallidire i campioni della nazionale), nonché un carismatico leader di gruppo che ha fatto perdere la testa a tante ragazzine in spiaggia e, infine, si è rilevato anche uno studente modello. In una settimana ha esaurito tutti i compiti per le vacanze ed ha poi chiesto dei libri extra per tenere allenata la mente.  Praticamente, un figlio modello da clonare in milioni di esemplari per rilanciare la nazione, creare la classe dirigente del futuro e cancellare per sempre la parola crisi dal vocabolario.  (continua)

venerdì 18 ottobre 2013

Spezzategli le ossa!

L'altro giorno, cari amici di terapia, per ingannare il tempo durante l’allenamento di mio figlio ho seguito una partita dei 2001 che si stava disputando nel vicino campo. Gara combattuta e vivace ma pretesto di comportamenti allucinanti tra le tribune. Mamme che incitavano la propria squadra con frasi assurde del tipo: “Spezzategli le ossa” o “Colpite duro. Devono piangere”. Per un attimo ho pensato alle popolane, rozze, sudice e mezze nude che nelle arene urlavano e si eccitavano davanti al terribile spettacolo di sangue che era la lotta tra gladiatori. Ma siamo nel 2013 e questi sono ragazzini che stanno correndo dietro a una palla, ognuno cercando di fare bene la propria parte. Ho pensato a chissà come reagirebbero queste sciagurate se il loro “campione” avesse un incidente in campo, se fosse lui a spezzarsi le ossa. Lo ammetto, sono stati pensieri molti cattivi ma è  quello che succede quando perfino in un centro sportivo di periferia si respira nell'aria violenza gratuita allo stato puro. È qualcosa di sporco che ti entra dentro inquinandoti l'anima anche se stai zitto e buono in un angolo, cercando di restare indifferente a certi comportamenti estremi. (continua)