Domenica Luca ha giocato la sua prima partita da pulcino, un’amichevole che è terminata 4 a 0 per la sua Soccer Kids. Esordio positivo. La nuova squadra sembra girare bene sotto la guida dell’allenatore argentino. I bambini sono particolarmente alti, reattivi e dinamici. Fuori dal campo non sono mancate le solite situazioni grottesche con genitori attaccati alla rete come scimmie che urlavano come disperati. Mi ha invece colpito in particolare un signore distinto che dopo essere stato seduto e immobile per quasi tutta la partita, quando si è reso conto che la squadra del figlio non avrebbe più recuperato lo svantaggio, si è alzato di scatto. Mancavano cinque minuti alla fine, che ha utilizzato fino all'ultimo secondo per coprire di improperi il suo ragazzo definendolo prima imbecille e poi una signorina che dovrebbe fare danza o dedicarsi al ricamo, anziché tirare calci al pallone. Ci risiamo. Mi aspetta sicuramente un altro fantastico anno di gioie, incazzature ed effetti speciali. Sono sempre un papà nel pallone. Vi racconterò altre storie alla prossima seduta.
lunedì 30 settembre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
L'allenatore argentino
È arrivato Filippo, il nuovo allenatore che dal primo impatto non ha destato alcuna emozione, né negativa, né positiva. Un tipo taciturno, alto e largo come un armadio a due ante, una specie di Marcantonio con un accento argentino che ricorda tanto Papa Francesco. Presto vedremo come lavorerà in campo. Intanto, la squadra è stata completamente rinnovata. Alcuni giocatori non hanno voluto rinnovare l’iscrizione preferendo dedicarsi ad altre discipline, altri sono stati invitati con delicatezza a rinunciare al pallone. Insomma, della vecchia formazione sono rimasti soltanto in tre. La società sta iniziando a fare un minimo di selezione, per affrontare il campionato in maniera dignitosa. Se son rose pungeranno. (continua)
sabato 21 settembre 2013
Di nuovo in campo
Ciao, mi chiamo Greg e sono il padre di un bambino che gioca a calcio. La pausa è finita. Luca è cresciuto e nella stagione 2013 - 2014 farà anche un salto di categoria passando dai Piccoli amici ai Pulcini della Soccer Kids. Gli allenamenti sono iniziati qualche settimana prima della scuola. Da un lato è cosa buona e giusta perché il bambino in casa si stava così annoiando e iper caricando di energia che presto avrebbe iniziato a camminare nervosamente lungo le pareti come l’uomo ragno. Dall'altro è negativo perché, dopo aver tirato un sospiro di sollievo durato tutta la pausa estiva, presto mi troverò di nuovo completamente immerso in quello che è il grande circo del pallone con la consapevolezza che nessuno verrà a salvarmi. (continua)
martedì 9 luglio 2013
Non fermarsi mai
Ci sono quelli che dieci mesi di dosi massicce di calcio non bastano. In questo periodo il figlio si è allenato due volte a settimana indipendentemente dalle condizioni atmosferiche (e spesso anche di salute) e ha giocato oltre 50 partite girando come una trottola nei campi di tutta la provincia. Il loro ragionamento: siccome “mio figlio” è un potenziale campione è giusto che trascorra qualche settimana estiva in uno dei tanti costosi campi organizzati dalle società calcistiche, da quelle più blasonate a quelle che utilizzano le strutture fatiscenti degli oratori. I prezzi a settimana variano da 100 euro a circa 800 euro a iscritto. Una giornata tipo (dalle 8.30 alle 17.30 circa) prevede allenamenti, nozioni teoriche di calcio, momenti di socializzazione, pasti e merende, piscina (dove disponibile) e in alcuni casi perfino ore dedicate allo studio (compiti delle vacanze). Sarebbe meglio staccare e dare “ossigeno” ai bambini (e ai genitori) o al massimo (se è il bimbo a chiederlo) fargli fare una sola settimana di campo (possibilmente evitando di spendere cifre astronomiche). Credo che una pausa assoluta sia la scelta migliore, ma le sensibilità sono diverse. Adesso sono stanco. Sono un papà nel pallone. Vi racconterò altre storie alla prossima seduta.
giovedì 27 giugno 2013
La grande grigliata
L’ultimo atto della stagione è stato una festa con grigliata. I nani in calzoncini corti hanno trascorso ore a rincorrere la palla, ridere e a bere fiumi di bibite con le bollicine. I genitori invece, tra un bicchiere di birra e una salamella, a ricordare i momenti salienti del campionato, le grandi imprese nel campo di calcio (spesso iniziando con la fatidica frase “mio figlio…”). In ogni modo, il bilancino è stato positivo. Tirando le somme, la Soccer Kids ha vinto quasi tutte le partite disputate. È stata una specie di macchina da guerra ma sottovalutata (e in parte ignorata) dalla società che, come spesso accade, è più attenta solo alle categorie superiori. Pertanto, se vinci, perdi o pareggi è relativo. Diversi bambini il prossimo anno non ci saranno più: alcuni cambieranno società; altri si dedicheranno a sport più tranquilli (da ogni punto di vista); in pochi sceglieranno di trascorrere il tempo libero evitando qualsiasi attività fisica magari per dedicarsi agli scacchi o a qualche strumento musicale (chitarra e pianoforte, in primis). È normale: ogni anno la squadra si rinnova. Ne rimane soltanto l’ossatura, formata dai quattro - cinque bambini che hanno la vera passione del pallone. Al momento non c’è ancora alcuna selezione da parte della società. A settembre sicuramente arriveranno dei nuovi bambini e tutto ricomincerà (continua).
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