domenica 10 febbraio 2013

Una gelida punizione


L’allenatore si arrabbia perché in tre non stanno seguendo il suo sermone sui giovani e il tempo libero. Decide di punirli e li fa sedere in un angolo del campo sull'erba gelata come gli spinaci a cubetti che trovo nel freezer del supermercato sotto casa. La cosa non mi piace ma meglio non intromettersi con le decisioni del mister. Passano 5 minuti, poi, dieci e poi un altro quarto d’ora e restano ancora in punizione. Luca oramai ha la faccia bianca cadaverica per il freddo. Un suo compagno inizia a starnutire e il terzo seduto sull'erba sta tremando come una foglia. A me iniziano a gonfiarsi le giugulari e tutti i muscoli del corpo. Mentre mi trasformo, varco un cancello fino a ritrovarmi faccia a faccia con l’allenatore. Lui ha paura. Ha davanti un papà verde, grosso e incazzato. Non mi rendo conto ma sto urlando: “Brutto imbecille! Come fai a lasciare con questo freddo i bambini per 30 minuti immobili seduti sull'erba?”. Lui tenta di giustificarsi e balbettando: “Sono passati solo cinque minuti e poi è una punizione che serve a responsabilizzarli”. Mi gonfio ancora, oramai sono la versione molto cattiva di Hulk: “Responsabilizzare che cosa? Non puoi lasciarli a congelare così. Idiota. Se poi si ammalano, sono fatti nostri, di noi genitori. A te che cosa importa. Se devi punirli, puoi farlo in un modo più intelligente ed educativo: li mandi diritto nello spogliatoio, gli chiedi di fare tre giri di campo o non li convochi per la prossima partita. Hai capito? Mi auguro per te che mio figlio non si prenda malanni. Guarda come stanno tremando”. A questo punto intervengono anche gli altri genitori presenti. Si sono trasformati e urlano anche loro. Sono dalla mia parte. Io che invece sto tornando alla ragione mi vergogno da morire per aver perso la pazienza. Dopo cinque minuti arrivano tutti. Responsabili tecnici, segretari, nonne, mamme e anche la guardia nazionale. È diventato un affare di Stato. All'allenamento successivo Luca è in campo, gli altri due che erano stati puniti come lui e lasciati al gelo invece sono a letto con la febbre alta. In segreteria ci sono i loro genitori che chiedono conto e ragione. Il Santo viene subito convocato dal presidente della Soccer Kids e cacciato via. Mi dispiace per lui, ma nella vita ci vuole un po’ di buon senso, soprattutto con i bambini. Sono un papà nel pallone. Continuerò a raccontarvi questa storia alla prossima seduta.

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