Educare gli adulti che operano nel mondo dello sport giovanile dovrebbe essere la regola. Sono esageratamente troppi i danni formativi, educativi e sportivi che si stanno provocando ovunque a migliaia di ragazzini, che in fondo vorrebbero solo coltivare la loro passione sportiva in modo sano. Recentemente ho conosciuto Rocco Persampieri, ex calciatore e dirigente sportivo, ora formatore molto preparato che si sta muovendo nella giusta direzione in diverse società sportive e a livello nazionale. È perfino arrivato a “allenare” con successo un gruppo di genitori, proprio per contenere quei comportamenti che condizionano negativamente l’attività sportiva e la crescita dei loro figli. Sarebbe necessario diffondere questi modelli positivi in tutte le società, entrare nelle scuole, individuare e curare i tossici che stanno rovinando il settore del calcio giovanile in Italia. (continua)
martedì 18 ottobre 2016
giovedì 6 ottobre 2016
Troppa pressione sui ragazzi
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. La scorsa settimana ho partecipato a un convegno sul controverso rapporto tra adulti e genitori nel mondo dello sport. Hanno partecipato genitori, allenatori e diversi dirigenti di società sportive. Davvero molto interessanti sono stati gli interventi dei relatori. Qualcosa inizia a muoversi e finalmente da più parti qualcuno si sta accorgendo che il bubbone è esploso e che occorre correre ai ripari iniziando a educare gli adulti a rispettare i ruoli, i sani principi dello sport e i ragazzi. Il problema, soprattutto nel mondo del calcio giovanile, sono gli adulti. Pretendono troppo per diverse e cattive ragioni ed esercitano una pressione eccessiva sui ragazzi. Più di una volta mi è capitato di vedere baby giocatori di dieci anni vomitare a bordo campo prima, dopo o durante una partita. Vi rendete conto che peso devono sopportare? È il risultato della tensione provocata da adulti, spesso frustrati e incapaci, che non dovrebbero mai varcare l’ingresso di una società sportiva. Il risultato è che sempre più giovani sportivi, non di rado anche talentuosi, alla fine si stancano e decidono di mollare tutto. È un vero peccato. (continua)
mercoledì 28 settembre 2016
Addio weekend libero
La
società ci ha consegnato il programma delle amichevoli e dei tornei. Si riparte
a pieno ritmo e noi genitori possiamo dire addio ai weekend. È il gioco del
calcio, bellezza! Chi ha un figlio che pratica questo sport deve mettere in
conto che inevitabilmente di regola ogni sabato (e spesso anche la domenica) c’è almeno una partita da disputare in qualche
campo sperduto nel territorio a ridosso della grande metropoli. La categoria è
quella degli Esordienti (secondo anno) e adesso meno di prima qualcuno chiederà
di saltare la partita per fare il weekend in montagna o altrove. Non è
possibile mettere in difficoltà la squadra, salvo le assenze giustificate. Il
gioco si fa duro. Alla prossima seduta.
mercoledì 14 settembre 2016
Aprire bene i polmoni
I primi allenamenti di Luca sono stati molto intensi. È arrivato anche Lorenzo, un nuovo mister che sembra sapere il fatto suo anche perché ha giocato a livello professionistico fino a qualche anno fa. Ci tiene molto alla preparazione atletica.
Sostiene che i ragazzi debbano aprire bene i polmoni, avere il fiato ed essere pronti ad affrontare le partite senza crollare fisicamente dopo i primi 20 minuti. Anche perché ne resterebbero da giocare altri 40. E allora vai con la corsa, esercizi e flessioni.
I giocatori eseguono con la consapevolezza che questa preparazione atletica è fondamentale in vista del campionato che inizierà nelle prossime settimane. Essendo in maggioranza dei nuovi arrivi, devono anche conoscersi e fare squadra.
Sembrano piccoli soldati che si preparano alla battaglia, ma il nuovo mister per fortuna gli permette di parlare e perfino di scambiare qualche allegra battuta per alleggerire la situazione. Meglio così. (continua)
lunedì 5 settembre 2016
Verso il calcio dei grandi
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. a scaricare le valigie dall'automobile al rientro delle ferie estive, che con Luca ci siamo immediatamente ritrovati in campo per la ripresa della stagione calcistica 2016 - 2017. Si riparte con entusiasmo e soprattutto con tante novità davvero inaspettate.
La squadra è stata rivoltata come un calzino, della vecchia guardia ne sono rimasti soltanto quattro compreso il mio pargolo di 12 anni che sta per superarmi in altezza. Secondo me nel cibo della nuova generazione hanno messo organismi geneticamente modificati che li fanno crescere a dismisura, indipendentemente dalla corporatura dei genitori che di conseguenza non sono più un punto di riferimento per fare le solite stime (sbagliate) sulla possibile crescita degli aspiranti calciatori.
Tornando alla squadra, è stata fatta una selezione molto rigida da parte della Soccer Kids, anche perché i ragazzi inizieranno a giocare a undici. Il campo si allarga e così la durata della partita (60 minuti). Servono tecnica e resistenza. È un ulteriore passo in avanti verso il calcio giocato dei grandi. E per noi genitori un passo in avanti in un tunnel sempre più nero e profondo che fa paura. (continua)
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