mercoledì 15 marzo 2017

Il papà della Superba perde la testa

Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. In questa seduta vi voglio raccontare le disavventure che con la squadra e gli altri genitori abbiamo dovuto affrontare durante un lungo torneo di domenica scorsa. 
Il primo sole che precede l’arrivo della primavera ha donato a tutti una piacevole sensazione. In qualche soggetto diversamente intelligente, però, ha anche svegliato cattivi istinti primordiali che lo hanno reso particolarmente propenso alla rissa per futili motivi
Nella tarda mattinata si sono svolte le prime finali per poi accedere alle partite pomeridiane. La squadra di Luca ha affrontato la Superba, un’avversaria “rognosa” da battere con giocatori poco dotati tecnicamente ma imponenti fisicamente e capaci di ripartenze fulminati. Alla fine del secondo tempo la Soccer era sotto di 2 goal ma nell'ultima porzione della partita ha rimontato alla grande passando in vantaggio. 
È stato a questo punto che un genitore della Superba è uscito di testa attaccandosi alla rete per urlare come un ossesso contro i nostri ragazzi e non risparmiando parolacce molto pesanti. Inutili sono stati i tentativi di portalo alla calma. Forse sarebbe stato meglio ricorrere al dispositivo lancia siringhe con narcotico che si utilizza per gli elefanti. (continua)

mercoledì 8 marzo 2017

Un Vademecum per comportarsi bene

Non tutti i genitori che hanno un figlio baby calciatore sanno che esiste la “Carta dei diritti dei bambini e dei doveri degli adulti” elaborata dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc. Un vademecum con semplici regole da seguire, per fare svolgere l’attività sportiva ai ragazzi in un contesto sereno a 360°. 
A volte non lo sanno neanche le società che in teoria dovrebbero consegnare copia di questa “carta” a tutti i genitori degli iscritti. Sarebbe, quindi, opportuno correre ai ripari e farsi dare questo vademecum oppure scaricarlo semplicemente dal sito della Figc. È stato anche pubblicato, previa autorizzazione, nel libro “Un Papà nel Pallone” (Edizioni La Memoria del Mondo). 
Ecco un semplice esempio dei contenuti, limitatamente ai diritti dei bambini che praticano attività calcistica: 1) Diritto di divertirsi e giocare; 2) Diritto di fare sport; 3) Diritto di avere i giusti tempi di riposo; 4) Diritto di beneficiare di un ambiente sano. E così via. Un vademecum articolato da leggere assolutamente, almeno per tentare di mettere i tanti “papà nel pallone” nella giusta direzione e fare del bene ai ragazzi. Adesso sono stanco, ci aggiorneremo alla prossima seduta.

mercoledì 1 marzo 2017

Aiuto! È arrivato il papà cannibale

A fare più paura nel calcio giovanile sono, da un lato gli adulti violenti e frustrati, dall'altro i numerosi genitori cannibali di ruoli altrui. Chi sono costoro? Sono i papà che creano confusione, mescolano e interpretano tutte le figure che accompagno la crescita dei ragazzi, accentrano tutto. 
Il papà cannibale è quello che si mangia il ruolo di tutti gli adulti che ruotano attorno alle società sportive, per esempio del mister, del dirigente sportivo e perfino del medico. Deve fare tutto lui. È quello che si attacca alla rete e urla a baby giocatori come muoversi durante la partita o gli allenamenti. È quello che critica le scelte del mister e le politiche seguite dalla società sportiva. È quello che sa anche come curare bene il figlio (o altri ragazzi della squadra), quando ha un problema fisico legato alla crescita o a un piccolo infortunio avvenuto sul campo. 
Questo esemplare di uomo si rivolge al medico solo per avere conferma delle sue tesi (spesso sbagliate). Un papà cannibale, comportandosi così, dimentica soprattutto il suo vero ruolo, quello di genitore responsabile che dovrebbe limitarsi ad accompagnare il figlio, a sostenerlo e a collaborare positivamente al suo normale processo di crescita in stretta sinergia con le altre figure delle società sportive. (continua)

mercoledì 22 febbraio 2017

Arriva lo psicologo per i genitori

Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Nel 2013 ho iniziato questa terapia web per sopravvivere nel mondo del calcio giovanile. Sono stati quattro anni intensi in cui, attraverso una comunità virtuale, ho potuto raccontare a tratti in chiave ironica, a tratti inevitabilmente drammatica, tanti episodi vissuti in prima persona o da altri genitori che mi hanno contattato condividendo l’iniziativa di sensibilizzazione contro le gravi degenerazioni del comportamento degli adulti nei campi di calcio. Attraverso il blog “un papà nel pallone”, le relative pagine nei social (Facebook e Twitter) e poi perfino un libro edito da “La Memoria del Mondo”, ho dato il mio piccolo contributo per porre l’attenzione sull'importanza del ruolo educativo e formativo degli adulti: mister, dirigenti e genitori. Tutto allo scopo di evitare danni nei ragazzi spesso esasperati così tanto dalle aspettative dei grandi da stare male e lasciare il calcio. In questi anni mi hanno contattato società sportive, sacerdoti, amministratori ma soprattutto ho potuto conoscere diversi professionisti, come Rocco Persampieri che ha creato dei modelli di formazione che, a mio avviso, dovrebbero essere applicati subito in tutte le società sportive, per portare la situazione alla normalità e consentire ai nostri ragazzi di praticare lo sport in un ambiente sano con gente adulta mentalmente stabile e professionalmente capace. In Lombardia la Figc, per la prima volta, sta sperimentando l’intervento diretto di una psicologa per recuperare i genitori che durante una partita hanno provocato una brutta rissa. Non tutto è perduto, uscire dal guado in cui è stato cacciato il calcio giovanile è possibile.(continua)

mercoledì 15 febbraio 2017

Incontro di boxe a bordo campo

Nella parte finale del torneo della scorsa settimana la situazione è peggiorata. Il papà che ha trascorso la giornata a strigliare il figlio durante la partita, ha completamente perso il controllo. La causa è stata la debacle della squadra del figlio nella semifinale. Ha cominciato a offendere tutti, a scuotere la rete del campo come una scimmia impazzita. Un altro genitore si è avvicinato per calmarlo ma si è preso una testata, una botta tanto violenta quanto inaspettata in pieno volto. Ha barcollato per un po’ indietreggiando, poi ha reagito e per l’aggressore è stata la fine. Non sapeva di aver dato la testata a un ex pugile professionista che l’ha letteralmente gonfiato di pugni, prima che ben cinque uomini riuscissero a bloccarlo e a calmarlo. Un brutale incontro di boxe dal vivo, altro che partita di ragazzini. L’aggressore con il volto ridotto a una maschera di sangue si è accasciato a terra. Il torneo è stato interrotto. Sul posto sono arrivate l’ambulanza e le forze dell’ordine. Un’altra brutta giornata di calcio giovanile da cancellare per colpa di adulti idioti. Alla prossima seduta.