Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. La scorsa settimana ho partecipato a un convegno sul controverso rapporto tra adulti e genitori nel mondo dello sport. Hanno partecipato genitori, allenatori e diversi dirigenti di società sportive. Davvero molto interessanti sono stati gli interventi dei relatori. Qualcosa inizia a muoversi e finalmente da più parti qualcuno si sta accorgendo che il bubbone è esploso e che occorre correre ai ripari iniziando a educare gli adulti a rispettare i ruoli, i sani principi dello sport e i ragazzi. Il problema, soprattutto nel mondo del calcio giovanile, sono gli adulti. Pretendono troppo per diverse e cattive ragioni ed esercitano una pressione eccessiva sui ragazzi. Più di una volta mi è capitato di vedere baby giocatori di dieci anni vomitare a bordo campo prima, dopo o durante una partita. Vi rendete conto che peso devono sopportare? È il risultato della tensione provocata da adulti, spesso frustrati e incapaci, che non dovrebbero mai varcare l’ingresso di una società sportiva. Il risultato è che sempre più giovani sportivi, non di rado anche talentuosi, alla fine si stancano e decidono di mollare tutto. È un vero peccato. (continua)
giovedì 6 ottobre 2016
mercoledì 28 settembre 2016
Addio weekend libero
La
società ci ha consegnato il programma delle amichevoli e dei tornei. Si riparte
a pieno ritmo e noi genitori possiamo dire addio ai weekend. È il gioco del
calcio, bellezza! Chi ha un figlio che pratica questo sport deve mettere in
conto che inevitabilmente di regola ogni sabato (e spesso anche la domenica) c’è almeno una partita da disputare in qualche
campo sperduto nel territorio a ridosso della grande metropoli. La categoria è
quella degli Esordienti (secondo anno) e adesso meno di prima qualcuno chiederà
di saltare la partita per fare il weekend in montagna o altrove. Non è
possibile mettere in difficoltà la squadra, salvo le assenze giustificate. Il
gioco si fa duro. Alla prossima seduta.
mercoledì 14 settembre 2016
Aprire bene i polmoni
I primi allenamenti di Luca sono stati molto intensi. È arrivato anche Lorenzo, un nuovo mister che sembra sapere il fatto suo anche perché ha giocato a livello professionistico fino a qualche anno fa. Ci tiene molto alla preparazione atletica.
Sostiene che i ragazzi debbano aprire bene i polmoni, avere il fiato ed essere pronti ad affrontare le partite senza crollare fisicamente dopo i primi 20 minuti. Anche perché ne resterebbero da giocare altri 40. E allora vai con la corsa, esercizi e flessioni.
I giocatori eseguono con la consapevolezza che questa preparazione atletica è fondamentale in vista del campionato che inizierà nelle prossime settimane. Essendo in maggioranza dei nuovi arrivi, devono anche conoscersi e fare squadra.
Sembrano piccoli soldati che si preparano alla battaglia, ma il nuovo mister per fortuna gli permette di parlare e perfino di scambiare qualche allegra battuta per alleggerire la situazione. Meglio così. (continua)
lunedì 5 settembre 2016
Verso il calcio dei grandi
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. a scaricare le valigie dall'automobile al rientro delle ferie estive, che con Luca ci siamo immediatamente ritrovati in campo per la ripresa della stagione calcistica 2016 - 2017. Si riparte con entusiasmo e soprattutto con tante novità davvero inaspettate.
La squadra è stata rivoltata come un calzino, della vecchia guardia ne sono rimasti soltanto quattro compreso il mio pargolo di 12 anni che sta per superarmi in altezza. Secondo me nel cibo della nuova generazione hanno messo organismi geneticamente modificati che li fanno crescere a dismisura, indipendentemente dalla corporatura dei genitori che di conseguenza non sono più un punto di riferimento per fare le solite stime (sbagliate) sulla possibile crescita degli aspiranti calciatori.
Tornando alla squadra, è stata fatta una selezione molto rigida da parte della Soccer Kids, anche perché i ragazzi inizieranno a giocare a undici. Il campo si allarga e così la durata della partita (60 minuti). Servono tecnica e resistenza. È un ulteriore passo in avanti verso il calcio giocato dei grandi. E per noi genitori un passo in avanti in un tunnel sempre più nero e profondo che fa paura. (continua)
giovedì 21 luglio 2016
Se sbagli, ti riempio di botte
Il padre ha iniziato a picchiare Mario, a umiliarlo, a destabilizzarlo emotivamente. In molti nella sua squadra se ne sono accorti perché il ragazzo più volte è entrato in campo, magari tra una partita e l’altra di un torneo, con il segno rosso fuoco di una manata sul vivo. Nessuno però ha sentito l’obbligo di intervenire, di fare qualcosa e la situazione è andata peggiorando. Il genitore, sempre più frustrato e dopo una finale molto combattuta ma persa, lo ha perfino schiaffeggiato davanti a tutti all’uscita degli spogliatoi, accusandolo di non avere tirato fuori le palle e soprattutto di aver sprecato delle nitide occasioni da gol davanti alla porta. Solo a questo punto sono intervenuti altri due genitori che lo hanno ripreso in malo modo, spintonato e minacciato di denunciarlo se avesse continuato a trattare così il figlio. Il risultato è stato che il folle ha immediatamente lasciato la società. Il problema, però, non è stato risolto. Prima di settembre iscriverà il figlio altrove e continuerà a fargli del male. L’augurio è chi di dovere, partendo dalla nuova dirigenza che si ritroverà questo elemento, intervenga in modo drastico rivolgendosi alle autorità competenti. Alla prossima seduta
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