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martedì 11 febbraio 2014

I genitori contro

Non è stata una bella partita. I nostri ragazzi della Soccer Kids hanno segnato praticamente un goal ogni due minuti alla CVS (Calcio, Valori e Sport). L’incontro è terminato con l’imbarazzante risultato di 21 goal a zero. Queste partite non servono a nessuno: né a chi perde, né a chi vince. Che cosa si può fare quando la differenza tra due squadre formata da bambini dello stesso anno è così alta? Interrompere la partita? Fare giocare la squadra meno competitiva con più giocatori? Mescolare le squadre? Non credo che nessuna di queste soluzioni sia possibile. Che imbarazzo vedere quei ragazzini in difficoltà, perdere in maniera così drastica con l’aggravante di dove subire le urla di rimprovero dei genitori e perfino dell’allenatore. (Continua)

venerdì 6 dicembre 2013

Padri che irrompono in campo

Quando l’arbitro ha fischiato il termine della partita, si è sentito un boato. La finale degli esordienti è terminata 1 a 4. I genitori della squadra vincente hanno iniziato a gridare, sventolare striscioni, intonare cori da stadio. Mentre quelli della squadra sconfitta sono rimasti in silenzio e con la testa bassa, tranne due papà di circa 30 anni che con la faccia rossa, gli occhi a palla e un ghigno sinistro si sono diretti con decisione verso la rete di protezione del campo. Luca ed io siamo stati gli unici a notarli perché ci sono passati davanti. Uno era magro e alto, l’altro un brevilineo di almeno un quintale. Li abbiamo seguiti con lo sguardo attonito. Hanno percorso tutto il perimetro del campo a ridosso della rete fino a trovare un varco.  Sono entrati dentro e correndo si sono diretti indisturbati verso i ragazzini chiamando Piero, il difensore con la magia numero 4 della squadra dei loro figli. Tutto è accaduto troppo in fretta. Il papà più grosso l’ha afferrato per la maglietta agitandolo come un peluche e gridando: “Maledetto! Ci hai fatto perdere la partita. Sei negato! Ti sei fatto saltare come un birillo”. (continua) 

sabato 16 novembre 2013

Non dire mai che bisogna saper perdere!

Una partita si può vincere anche giocando male e l’ultima prestazione della Soccer Kids non è stata eccezionale. Apriti cielo! Non avete idea di che cosa abbia scatenato questa situazione subito dopo la partita incriminata. Molti dei genitori sono entrati subito nel panico, qualche mamma con gli occhi lucidi e la voce strozzata ha detto: “Perché? Cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Se continuano così rischiano di essere raggiunti o superati e perdere il primo posto in classifica”. Altri, tra il serio e il faceto: “Per punizione stasera li manderemo a letto senza cena e gli toglieremo la playstation per una settimana. Cazzo!”. Per fortuna io e altri genitori abbiamo tentato di riportare le cose alla normalità, spiegando che se da un lato è vero che la squadra non ha giocato bene, dall'altro ha vinto lo stesso la partita. Non si tratta della Champions League. Sono soltanto dei nani con le scarpette che stanno imparando a giocare a pallone. Gli alti e i bassi sono normali, succede anche alle più blasonate squadre professionistiche. A me però è scappato qualche commento di troppo perché mi hanno tutti fulminato con lo sguardo quando mi sono permesso di dire: “Non farebbe male ai nostri ragazzi perdere qualche partita. Servirebbe a temprare meglio il loro carattere. Vincere sempre non è positivo. Bisogna anche perdere per imparare ad accettare la sconfitta e ripartire con più carica”. Non è piaciuto proprio questo mio discorso perché, giriamola come vogliamo, per la maggioranza dei genitori anche nel calcio giovanile l’unica cosa che conta è vincere. Non esiste l’opzione sconfitta. E per alcuni genitori ottenere un pareggio è già un evento funesto che provoca una forte depressione per una settimana. (continua)