Ad un certo punto del torneo abbiamo notato un papà nel pallone attaccato alla rete che, partita dopo partita, ha urlato di continuo al figlio le istruzioni tecniche per muoversi in campo, nell'indifferenza del mister e degli altri dirigenti sportivi. Una situazione insopportabile, a tratti irreale, anche perché il ragazzo pur rilevandosi un bravo giocatore di centrocampo ha iniziato ad essere teso come una corda di violino, a girarsi di continuo verso la rete per trovare l’approvazione del padre e ricevere nuove indicazioni. Quando in uno scontro uno a uno ha perso la palla, il padre ha iniziato a offenderlo senza ritegno: «Imbecille! Non ti fare saltare così. Fatti valere. Devi tenere la palla attaccata al piede. Hai capito?». Il ragazzo ha annuito con la testa e poi alla fine della partita pur avendo segnato anche due goal si è piegato in avanti vomitando l’impossibile. È giusto che un ragazzo di 12 anni che ama il calcio debba essere ridotto in questo stato di stress da un padre diversamente intelligente? (continua)
mercoledì 8 febbraio 2017
mercoledì 1 febbraio 2017
Alcolici e clima da stadio per tutti
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Nei giorni scorsi la Soccer Kids ha disputato un torneo intenso, combattuto e a tratti pure snervante (per i genitori ultrà e diversamente sani di mente).
Tre partite la mattina e tre partite nel pomeriggio, con intermezzo per pausa pranzo. In totale circa 12 ore di passione per vedere dei ragazzi in pantaloni corti correre dietro al pallone ad una temperatura media di 4 gradi centigradi.
Molti degli altri papà, sin dall'inizio della competizione, hanno occupato il bar bevendo liquore, bianchino e fiumi di birra come se fosse acqua ma almeno sono riusciti a scaldarsi a giudicare dalle guance rosse, dagli occhi lucidi, da un sorriso ebete e dalle giacche completamente aperte.
In queste condizioni hanno poi seguito le partite con la voce a tratti impastata e soprattutto senza più un briciolo di controllo mentale. Hanno creato un clima da stadio, con cori, schiamazzi e provocazioni continue rivolte ai genitori delle altre squadre in gara. Nonostante ciò, tutto è filato abbastanza liscio. Non si è scatenata la rissa. Almeno nella prima parte della giornata. (continua)
mercoledì 25 gennaio 2017
Punizioni per gli indisciplinati
Mister Lorenzo ha punito severamente due ragazzi che disturbavano e scherzavano durante l’ultimo allenamento. Ha fatto bene, occorre sapersi comportare soprattutto quando si fa parte di una squadra. Gli scalmanati hanno dovuto interrompere gli allenamenti e dopo 10 giri di campo e una strigliata sono stati mandati a fare la doccia. In questo momento i ragazzi non sono né carne, né pesce, né bambini, né adolescenti. Uno stato ibrido che crea confusione e conflittualità ma in fondo sono soltanto dei bambini spesso viziati. Fanno prima a seguire il cattivo esempio del più vivace e indisciplinato, che rispettare le elementari regole di convivenza al servizio della squadra. Anche questo fa parte del pacchetto. Devono crescere anche imparando dai propri sbagli. E una bella strigliata, accompagnata da 10 giri di campo e la mancata convocazione alla partita aiutano parecchio. Adesso devo andare. Alla prossima seduta.
mercoledì 18 gennaio 2017
Non c’è campo
La ripresa degli allenamenti è stata caratterizzata da una serie di imprevisti. La non disponibilità del campo per lavori di manutenzione straordinaria e il gelo che ha provocato la rottura di un tubo rendendo momentaneamente inagibili gli spogliatoi. Le squadre sono rimaste per una settimana senza casa, cercando di arrangiarsi in campi di fortuna o chiedendo ospitalità momentanea nelle strutture delle società calcistiche limitrofe o ancora affittando dei campi privati a prezzi convenzionati. La squadra di Luca ha optato per l’ultima soluzione, di certo la più comoda e autonoma, che ha però comportato un esborso minimo da parte dei genitori che hanno dovuto contribuire alla spesa. In compenso per una settimana i ragazzi si sono allenati in un centro sportivo nuovo di zecca, così bello e moderno che sarà difficile tornare al proprio che risale agli Anni Settanta. (continua).
martedì 10 gennaio 2017
Non c’è il tempo di annoiarsi
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Le festività natalizie sono già un ricordo lontano. Abbiamo appena fatto in tempo a salutare il nuovo anno che sono iniziati gli allenamenti settimanali, intensi e impegnativi per fare subito recuperare forma e ritmo alla squadra. Questo è il volere del mister e noi genitori ci adeguiamo. Niente di nuovo, a parte il freddo intenso che entra nelle ossa e fa tremare anche l’anima ai genitori diversamente giovani fermi a bordo campo. I ragazzini corrono dietro al pallone, fanno esercizi e come i migliori marines sopportano ogni condizioni atmosferica. Il campionato inizierà non prima della fine di febbraio. Nel frattempo la squadra affronterà una moltitudine di partite amichevoli e tornei. Abbiamo davanti sei mesi, in cui non ci sarà mai il tempo di annoiarsi. (continua)
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