Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Amici di terapia siamo giunti al giro di boa: è terminata la prima parte della stagione 2016 - 2017 e tutte le società sportive si preparano a festeggiare il Natale. Gli impegni sportivi si stanno esaurendo e poi inizierà lo stop di alcune settimane senza allenamenti e senza partite. Ragazzi e genitori potranno riprendere fiato. Il natale oramai è alle porte e ogni società di calcio che si rispetti organizza un incontro con tutte le famiglie, dirigenti, mister e i propri atleti per il tradizionale scambio di auguri. In questa occasione, a ogni ragazzo è consegnato un piccolo dono che può essere un panettone, un calendario o qualche indumento sportivo (vanno per la maggiore cappellino, sciarpa o scalda collo). Lo scambio di auguri nel 99% dei casi si svolge di sera e all’aperto. Ogni volta vedere centinaia di ragazzini sul campo è come osservare un esercito di pinguini su una lastra di ghiaccio. I genitori congelati sugli spalti, un microfono che gracchia uno dopo l’altro il nome di ogni ragazzo, squadra per squadra, affinché si avvicini al banchetto per stringere la mano del presidente, sorridere e ritirare il regalo di natale. E poi via di corsa verso il caldo focolare domestico. Oltre all'evento ufficiale, però, ogni squadra organizza la sua cena natalizia, un appuntamento immancabile. (continua)
martedì 13 dicembre 2016
mercoledì 30 novembre 2016
Quelli che mio figlio deve essere titolare
Cari
amici di terapia, anche se questo tratto del tunnel del calcio giovanile che
sto attraversando per seguire mio figlio Luca, non è particolarmente buio, c’è
sempre qualche genitore fulminato che deve rovinare la festa. Tutto bene? I
ragazzi si stanno divertendo? La squadra è di alto livello e molto competitiva?
I genitori riescono ad andare d’accordo? Anche quando le risposte a queste
domande sono tutte positive, ecco che spunta il genitore diversamente simpatico
che ti solleva qualche problema, spesso di carattere personale. È successo
domenica scorsa quando un papà nel pallone ha bloccato per oltre 30 minuti il
povero mister, denunciando a suo avviso una grande ingiustizia: suo figlio per
tre partite di seguito è stato fatto entrare in campo dal secondo tempo. A
parte che il mister avrà avuto tutte le sue buone ragioni, il punto è che i
ragazzi (ancora per un altro anno) giocano tutti lo stesso tempo e, di
conseguenza, non ha nessuna importanza entrare in campo dal primo o dal secondo
tempo. Tra l’altro, ogni tempo il mister cambia la formazione ma garantisce a
tutti gli stessi minuti, salvo per quei ruoli in cui non ci sono sostituti. Il
genitore pazzo, però, insiste e vuole che suo figlio comunque inizi a giocare
nel primo tempo perché il primo tempo sarebbe quello dei titolari. Di che cosa
sta parlando? Che cosa si è fumato? Secondo me dovrebbe solo cambiare
spacciatore. Alla prossima seduta.
mercoledì 16 novembre 2016
Entra in campo e inizia a correre
Mister Lorenzo tiene molto alla preparazione atletica e lo dimostra organizzando allenamenti sempre nuovi e intensi, in cui non tutto ruota attorno al pallone. Esercizi fisici, flessioni, corsa e tanto altro. A me che sono un profano del calcio hanno spiegato che un tempo i ragazzi iniziavano a giocare nelle società dilettantistiche dai 12 anni e che erano sottoposti ad estenuanti giri di campo. Oggi per assurdo la corsa è sconsigliata perché come hanno proferito più mister il regolamento stabilisce che è ancora troppo presto in questa delicata fase di crescita. Eppure la corsa è fondamentale nel gioco del calcio. Non capisco ma mi adeguo al parere degli esperti. A me da piccolo hanno sempre insegnato a correre: ogni giorno in un campo di calcio un giocatore al fischio dell’arbitro sa che deve correre più in fretta dell’avversario o verrà sconfitto. Non importa che ruolo riveste, l’importante è iniziare a correre. (continua)
mercoledì 9 novembre 2016
Luca è tornato a sorridere
Ciao mi chiamo Greg e sono il papà di un bambino che gioca a calcio. Il nuovo mister della Soccer Kids continua a sorprendermi. Ne ho incontrati tanti di allenatori in questi anni, buoni, cattivi e diversamente intelligenti ma Lorenzo e, questo il suo nome, ha qualcosa di particolare. In pochi mesi dall'inizio della stagione è riuscito a trovare un punto di equilibro permettendo ai ragazzi di tornare a vedere il calcio per quello che è, ossia un gioco in cui si devono alternare momenti di leggerezza che uniscono tanto il gruppo a momenti in cui deve prevalere la disciplina per apprendere tecnica e schemi ed essere squadra. La cosa più bella è che il mio Luca è tornato a sorridere, ad avere voglia di andare in campo e divertirsi con i compagni. In passato ci sono stati momenti in cui l’ho visto vacillare e quasi sul punto di mollare, in particolare a causa di un precedente allenatore poco professionale che aveva per diverse ragioni fortemente demotivato lui e altri componenti della squadra. A volte, per fortuna, le cose cambiano anche in meglio e tutto diventa più leggero e si riesce meglio a sopravvivere nel grottesco mondo del calcio giovanile. (continua)
mercoledì 2 novembre 2016
Ed è subito rissa
Ogni settimana in qualche campo di calcio della penisola italiana si scatena la rissa tra genitori. Uno spettacolo indecoroso davanti a baby calciatori. Cari amici di terapia, il problema sta diventando molto serio. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna correre ai ripari. Aumentano le storie di mamme che si azzuffano a colpi di borsette e bestemmiando, papà che trasformano gli spalti in un ring di pugilato, allenatori che perdono le staffe e aggrediscono l’arbitro, il mister della squadra avversaria o peggio qualche ragazzino. L’ultimo episodio si è consumato nel cuore della provincia lombarda, in occasione della finale di un torneo della categoria Pulcini. Questa volta durante la partita i genitori hanno perso la ragione in massa, il tifo è degenerato in una mega rissa, neanche si trattasse di un girone dell’inferno. In campo i ragazzini si sono fermati a guadare il pietoso spettacolo e in molti hanno iniziato a piangere. Il torneo è stato interrotto e tutti a casa, interventi delle autorità a parte. Non è più possibile fare finta di niente. Alla prossima seduta.
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